SUPPORTI ESPOSITIVI PER QUADRI
(novembre 2011)

"Dal cucchiaio alla città" scriveva Ernesto Nathan Rogers nel 1952 nella Carta di Atene, riprendendo una celebre frase di Walter Gropius. In questo slogan era contenuta tutta la forza di un atteggiamento nei confronti del mestiere dell'Architetto, che impiegava la stessa profondità di significato sia nella costruzione di un manufatto di piccole dimensioni dall'utilizzo specifico, quale il cucchiaio, sia per la realizzazione di interi brani di città. In fondo, tutti i temi di architettura conducono a riflessioni che si interrogano sul significato del tema stesso e sulla relazione che intercorre tra esso e la funzione che dovrà assolvere. Questo è l'atteggiamento con il quale è stata affrontata la commessa per la progettazione dei supporti espositivi in oggetto. L'artista comasco, che ha commissionato l'opera in previsione di una mostra personale che si sarebbe tenuta nel centro di Milano, lavora da anni sulla rappresentazione di paesaggi che, per tale occasione, ha voluto riprodurre su lastre di vetro blu da tavolo. L'obiettivo del progetto è stato, fin dall'inizio, quello di sostenere e valorizzare il quadro senza che il supporto distogliesse l'attenzione dall'opera d'arte o ne alterasse la percezione. Per risolvere tale quesito si è scelto di lavorare con un materiale resistente, leggero e più trasparente del vetro: il plexiglass. Il disegno dell'oggetto nasce dalla volontà di ridurre la sezione dell'elemento laddove esso entra in contatto con l'opera. Nella parte bassa è presente una piccola scanalatura ove inserire l'opera d'arte, in sommità la sezione si riduce al fine di "toccare delicatamente" la lastra in due soli punti. Oltre alla rastremazione dell'elemento, il quale asseconda un principio tettonico della costruzione, è da segnalare la scelta dell'andamento curvilineo del manufatto. Tale soluzione consente al supporto, dopo aver toccato la superficie vetrata, di allontanarsi il più possibile da essa, minimizzando eventuali ombre o sagome visibili in trasparenza. L'elemento curvilineo deve la propria stabilità all'incastro con la base, la quale garantisce l'equilibrio perfetto all'opera. Il risultato, come sempre nei progetti dello Studio ABC, non scaturisce da una forma a priori, ma dalla volontà di ricerca della miglior forma rispondente allo scopo per cui è stata creata.